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Campaegli ...
Campaegli nasce nei primi anni 80 come iniziativa urbanistica nel Comune di Cervara di Roma. dall'istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini: il più grande parco naturale della provincia di Roma con i suoi 38.000 ettari nei quali rientra parte del territorio della provincia de L'Aquila, di Frosinone e di Roma. Il borgo residenziale si colloca su un altopiano carsico, a 1430 metri s.l.m. e spazia con lo sguardo sino alle cime di Monte di Castel’Amato (1475 m.), Monte Calvo (1591 m.), Monte Pelato (1610 m.), fino ad arrivare alla cima più alta della zona: Monte Autore con i suoi 1853 m. s.l.m.
I paesaggi circostanti sono gli stessi che hanno ospitato le scene dei film, "Lo chiamavano Trinità" e "Continuavano a chiamarlo Trinità", girati nella vallata di Camposecco poco distante da Campaegli.
Vari personaggi hanno avuto ed alcuni hanno tuttora una residenza supplementare a Campaegli: l'uomo di teatro Lucio Ardenzi, il naturalista Bruno Vailati e il compositore Ennio Morricone che il 23 agosto 2006 ha ricevuto la cittadinanza onoraria a Cervara di Roma nella Chiesa di Maria SS della Visitazione. La piazza principale del paesino è intitolata a Ferruccio Parri, noto uomo politico italiano.
Il comprensorio naturale presenta tali e tante caratteristiche da essere una sicura attrattiva in ogni periodo dell’anno.
La stagione invernale con le piste per lo sci nordico collegate a quelle di Livata che sono tra le più belle in Italia con percorsi omologati dalla FIS e dalla FISI , offrono momenti di svago e divertimento a tutti gli appassionati che vogliono praticare lo sci alpino con sci da fondo o con le ciaspole.
Numerosi gli itinerari ed i percorsi naturalistici che dipartendosi da Campaegli portano il visitatore a conoscere gli angoli più belli ed estremi del luogo. Piste per mountain bike che inaugurano nuovi sentieri o che incrociano piste percorse dai cavalieri o da marciatori durante le loro escursioni, che si aprono su scenari di grande suggestione, dove frequente è l’incontro con mandrie al pascolo.
Il cavallo poi la fa da padrone con i suoi percorsi certificati, che si dipartono dal maneggio, in attesa che una auspicata ippovia ne faccia punto di riferimento per tragitti che percorrono la dorsale appenninica.
Molti i trek a cavallo organizzati da quadri tecnici delle due maggiori federazioni di turismo equestre,l’Engea e la F.i.t.e.t.r.e.c A.n.t.e. che accolgono il cavaliere esperto come il neofita. Montare a Campaegli significa anche e soprattutto l’incontro costante e rispettoso con le mandrie di capi bovini ed equini presenti sul vasto territorio del parco. Un allevamento allo stato brado oramai raro e quanto mai caratteristico che conta quasi duemila capi sparsi.
Campaegli, porta del Parco, Campaegli prima neve di Roma, Campaegli soprattutto piccola comunità all’interno di un Parco Naturale che nonostante la vicinanza con Roma è, e intende rimanere, un piccolo borgo geloso delle sue bellezze naturali. Poco, incline ad un turismo di massa con i suoi rumori ed i suoi motori è invece aperta a tutti coloro che amano la montagna e la natura e ne rispettano i valori.
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